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Il nucleare in Italia? 10 buoni motivi per dire No
post pubblicato in Politica, il 14 marzo 2011


La tragedia giapponese riporta il tema del nucleare al centro del dibattito politico. E mentre ci avviciniamo al referendum di giugno, gli italiani cominciano a parlarne. Criticamente. Ecco dieci buoni motivi per essere antinucleari.

1. Il nucleare è molto pericoloso
La tragedia di Cernobyl ha dimostrato la pericolosità di questa fonte di energia. Quell’incidente ha causato e causerà ancora nel futuro centinaia di migliaia di vittime e ancora oggi, a 23 anni di distanza, le ricerche scientifiche mostrano ancora impatti sia sulla flora che sulla fauna. Cresce l’evidenza di leucemie infantili nelle aree vicino alle centrali nucleari.

2. Il nucleare è la fonte di energia più sporca
Le centrali nucleari generano scorie radioattive. Le scorie a vita media rimangono radioattive da 200 a 300 anni, le scorie a vita lunga anche miliardi di anni e non esiste ancora un sistema per la gestione in sicurezza delle scorie nel lungo periodo.

3. Il nucleare è la fonte di energia che genera meno occupazione
Gli obiettivi europei per le fonti rinnovabili e l’efficienza energetica al 2020 valgono il triplo del piano nucleare di Enel in termini energetici e creerebbero almeno 200 mila nuovi posti di lavoro “verdi” e dunque 10-15 volte l’occupazione indotta dal nucleare.

4. Il nucleare è troppo costoso
Secondo il Dipartimento USA dell’energia un EPR costa, in euro, 7,5 miliardi, una cifra ben maggiore rispetto a quanto propagandato da Enel e governo (4,5 miliardi). Se poi teniamo conto dello smaltimento delle scorie e dello smantellamento e bonifica degli impianti nucleari, i costi per noi e le future generazioni saranno ancora più elevati.

5. Il nucleare non è necessario
Entro il 2020 le fonti rinnovabili, insieme a misure di efficienza energetica, sono in grado di produrre quasi 150 miliardi di kilowattora, circa tre volte l’obiettivo di Enel sul nucleare, tagliando drasticamente le emissioni di CO2.

6. Il nucleare è una falsa soluzione per il clima
Il nucleare è una scelta inutile ai fini climatici, visto che le centrali saranno pronte certamente dopo il 2020 e invece bisogna ridurre oggi le emissioni di gas serra. Investire sul nucleare sottrae risorse alle fonti davvero pulite, efficienza energetica e rinnovabili.

7. Il nucleare non genera indipendenza energetica
Se il nucleare dovesse tornare in Italia, continueremo a importare petrolio per i trasporti e diventeremo dipendenti dall’estero per l’Uranio e per la tecnologia, visto che il nuovo reattore EPR è un brevetto francese.
E, comunque, la Francia leader del nucleare ha consumi procapite di petrolio superiori a quelli italiani.

8. Il nucleare è una risorsa limitata
L’Uranio è una risorsa molto limitata destinata a esaurirsi in poche decine di anni. Nel caso venissero costruiti nuove centrali, l’esaurimento delle risorse di Uranio si accelererebbe.

9. Il nucleare non ha il sostegno dei cittadini
Gli italiani hanno detto NO al nucleare con un’importante scelta referendaria. Oggi i sondaggi di opinione rivelano che la maggior parte dei cittadini non vuole una centrale nucleare nella propria Regione.

10. Il nucleare: più è lontano e minori sono i rischi
Alcuni sostengono che il rischio nucleare c’è già, essendo l’Italia circondata da reattori. È una affermazione scorretta: anche se non è mai nullo, il rischio per le conseguenze di un incidente diminuisce maggiore è la distanza dalla centrale. Le Alpi, come si è visto nel caso di Cernobyl, sono una parziale barriera naturale per l’Italia.

RICORDIAMO CHE PER DIRE NO AL REFERENDUM OCCORRE SEGNARE IL SÌ


(fonte http://violapost.wordpress.com/2011/03/14/il-nucleare-in-italia-10-buoni-motivi-per-dire-no/)


Aggiornamento:
ecco la mappa delle probabili centrali nucleari sovrapposta alla mappa sismica dell'Italia:



Riflessioni sul nucleare
post pubblicato in Politica, il 30 maggio 2008


Pubblico una riflessione sul nucleare di una ambientalista di Bologna che spero vi aiuti a riflettere su un argomento oggi molto presente: il ritorno al nucleare.

Credo che questa riflessione sia lontana da ogni speculazione e che possa aiutarvi a farvi una vera e corretta informazione :-D

Un augurio di Vita Piena

Kaddo


 Carissimi/e,
Si rivede il nucleare. E questa volta viene proposto con parole nuove, con un linguaggio che molto abilmente tende a nasconderne i problemiche la ricerca non è riuscita a far sparire. Pare che sia già pronto il piano dell’Enel per il governo con la localizzazione delle nuove centrali, tutte presso centrali termoelettriche già esistenti. Occorre renderle accettabili.

centrale nucleare
Questo cambiamento di linguaggio a mio avviso supera i miglioramenti tecnologici reali.
Perciò, più che addentrarmi nel tema, difficilmente concentrabile in poche righe, vorrei chiarire le idee su alcune frasi oggi comunemente usate:

1. “il nucleare della IV generazione sarà senza rischi e senza (o pochissime) scorie”.

Il nucleare da fissione “senza rischi” e “senza scorie” NON ESISTE.

Anche la IV generazione di reattori, che deve ancora arrivare perchè con tale nome ci si riferisce alle ricerche in corso, sembra oggi da tali ricerche che presenterà miglioramenti tecnici che potranno ridurre i rischi, ma NON azzerare le scorie. Non va dimenticato che i primi sono presenti in ogni fase di un processo che usa minerali radioattivi, e che le seconde non saranno mai eliminate completamente per ragioni fisiche.
Il riciclo non risolve la questione. Restano sempre quantità importanti di scorie altamente radioattive al termine del completo utilizzo, da sistemare in sicurezza.

2. “abbiamo la bolletta elettrica cara perchè abbiamo rinunciato al nucleare”.

Le ragioni del caro-energia in Italia non c’entrano nulla con il nucleare. Quest’ultimo è talmente costoso da essere fuori dal mercato e da necessitare di consistenti contributi pubblici (i nostri soldi dati al fisco) per essere messo in opera.
Anche il solare fotovoltaico è caro, ma gli incentivi statali hanno lo scopo di favorire una fonte pulita che non ha bisogno di essere sotterrata alla fine, per migliaia d’anni, in appositi depositi (anch’essi molto costosi).

3. “per l’energia dipendiamo dall’estero, per cui necessitiamo di tornare al nucleare”.

E l’uranio dove lo prenderemo? Scavando sotto le Alpi? L’uranio è già deficitario, e il suo prezzo già in aumento sul mercato mondiale.
Dipendere dall’uranio è come dipendere dal petrolio, o dal metano, cioè dalla fonte primaria fossile che l’Italia non possiede quasi per nulla; l’UNICO modo infatti per SMETTERE DI DIPENDERE dall’estero è aumentare il ricorso alle fonti rinnovabili, che si trovano anche qui.

Il fatto che importiamo un 16% di elettricità dalla Francia non c’entra nulla, importiamo anche altro, ciò che conta è l’importazione
di ENERGIA PRIMARIA, che tra petrolio e metano raggiunge l’85%.
Importare energia elettrica - e cioè energia trasformata a partire da energia primaria - significa importare una cosa che si trova sul
mercato come tante altre, ma l’indipendenza consiste nel produrla con le fonti che abbiamo in Italia.

4. “Il nucleare non influisce sull’effetto- serra”.

Come dicevo in una mail precedente, una centrale nucleare non è a sè stante, ma fa parte di un processo industriale che vede la costruzione delle sue parti, la lavorazione e il trasporto del combustibile, la costruzione dei depositi delle scorie, ecc. e studi recenti mostrano che nel complesso la produzione di gas-serra è equivalente a quella di una centrale a metano di proporzioni simili.

Dunque, “il nucleare causa effetto-serra” , o “le tasse per il nucleare”.
Riprendiamoci le parole. Coniamo gli slogan, magari fondati su fatti reali.

Molti cari saluti,
Claudia Castaldini



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permalink | inviato da kaddo il 30/5/2008 alle 12:16 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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