.
Annunci online

un gruppo di amici... di tutto di più... e di tutto un po' :-D
Cordoglio profondo per Vittorio Arrigoni
post pubblicato in Diario, il 15 aprile 2011


Sono triste...

stanotte non dormivo: mi alzo, accendo la TV e metto su Rainews e leggo... quello che non avrei voluto leggere... "TROVATO IL CORPO DI VITTORIO ARRIGONI".

E lo sgomento, la rabbia, il dolore mi assalgono...

fanno vedere un filmato... questo





e mi colpiscono queste parole...

"Restiamo umani è l'adagio con cui firmavo i miei pezzi per il manifesto e per il blog ed è un invito a ricordarsi della natura dell'uomo, io non credo nei confini nelle barriere, nelle bandiere.Credo che apparteniamo tutti, indipendentemente dalle latitudini e dalle longitudini, alla stessa famiglia che è la famiglia umana"

grazie della lezione di pacifismo e nonviolenza

Grazie Vittorio

Giornata della memoria
post pubblicato in Diario, il 27 gennaio 2011


per non dimenticare...

perché non succeda mai più...

perché nessuno si permetta di dire che questo non è mai accaduto!!!

perché nessuno più per nessun motivo possa giustificare gesti atroci come questo (anche se come ben sappiamo nel mondo ce ne sono stati... e molti!!)

con la speranza che i discendenti dei sopravvissuti capiscano che le loro azioni non sono immuni e giustificate da questo ma che una convivenza pacifica è possibile...




Se questo è un uomo

 

“Voi che vivete sicuri

Nelle vostre tiepide case,

Voi che trovate tornando a sera

Il cibo caldo e visi amici:

 

   Considerate se questo è un uomo

   Che lavora nel fango

   Che non conosce pace

   Che lotta per mezzo pane

   Che muore per un sì o per un no.

   Considerate se questa è una donna,

   Senza capelli e senza nome

   Senza più forza di ricordare

   Vuoti gli occhi e freddo il grembo

   Come una rana d’inverno.

 

Meditate che questo è stato:

Vi comando queste parole.

Scolpitele nel vostro cuore

Stando in casa andando per via,

Coricandovi alzandovi;

Ripetetele ai vostri figli.

  

   O vi si sfaccia la casa,

   La malattia vi impedisca,

   I vostri nati torcano il viso da voi.”

 

 

(Primo Levi, Se questo è un uomo, Einaudi, Torino, 1976, p.1)
Eluana è morta
post pubblicato in Diario, il 9 febbraio 2009


Piango... piangiamo...

Per quanto possa valere, io, e penso di interpretare tutto lo staff de "ilverocambiamento", porgo delle sincere condoglianze alla famiglia Englaro.

Ho appena seguito la diretta streaming de "la Repubblica" della discussione al Senato e concordo (solo per questa volta) con le parole della Finocchiaro:
"Si continua a fare l'ennesimo atto di sciacallaggio politico sulla morte di Eluana". Il capogruppo del Pd ha replicato alle parole di Gaetano Quagliariello in aula a palazza Madama.

BASTA LO SCIACALLAGGIO, RISPETTO SILENZIOSO!!!



Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. eluana englaro ddl testamento biologico

permalink | inviato da kaddo il 9/2/2009 alle 20:59 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
UE, raggiunto l'accordo sul clima
post pubblicato in Diario, il 15 dicembre 2008



L’ultimo Consiglio Europeo di Bruxelles ha visto l’Unione Europea mettersi in prima linea per la difesa dell’ambiente, con lo storico accordo (così l’ha definito Nicolas Sarkozy, Presidente di turno dell’UE) raggiunto dopo trattative iniziate in salita, tra veti prima minacciati e poi smentiti. L’esito finale tuttavia non ha stravolto l’obiettivo iniziale del cosiddetto “pacchetto 20-20-20”, che prevede la riduzione del 20% delle emissioni di CO2 e l’incremento del 20% dell’efficienza energetica e dell’utilizzo di energie pulite, il tutto entro il 2020. I negoziati hanno riguardato i modi in cui arrivare all’ambizioso traguardo, arrivando a stabilire standards meno rigidi rispetto alla bozza iniziale. Per le imprese considerate non a rischio di delocalizzazione le emissioni a pagamento corrisponderanno al 20% del totale nel 2013, al 70% nel 2020 fino a giungere al 100% nel 2025; chi inquina, insomma, paga.

Le imprese a rischio delocalizzazione saranno invece esentate dal pagamento per le emissioni, anche se il meccanismo con cui saranno identificate non è del tutto chiaro.

«Una grande vittoria per l’Italia», ha commentato il premier Berlusconi, «abbiamo raggiunto tutti i nostri obiettivi». Dello stesso avviso è anche il Ministro degli Esteri Frattini, che sottolinea: «L’Italia ha ottenuto una clausola di revisione generale al marzo 2010 per l’intero pacchetto clima-energia dell’UE estesa alla valutazione sull’impatto di competitività». Anche se il Presidente della Commissione Europea, Barroso, ha subito precisato che la revisione del 2010, «potrà solo aumentare la percentuale di emissioni da tagliare entro il 2020, e non ridurla». Dispiace comunque constatare che questa - che poteva essere un'ottima occasione del governo italiano per iniziare una nuova politica per il futuro - è stata l'enesimo atto dell'ormai triste commedia che vede il nostro Paese non solo arretrato, ma agguerrito contro un'idea di progresso ecosostenibile.

A conti fatti, ora anche l’Unione Europea, per quanto riguarda l’emergenza del riscaldamento globale, ha il suo dispositivo di riferimento, che non è di mero indirizzo, ma vincolante in tutte le sue parti; l’auspicio è che si colga questa occasione – data sia dall’accordo che, perché no, dalla crisi – per investire veramente, soprattutto in Italia, in energie pulite e fonti rinnovabili, come ha già promesso il Presidente eletto Obama prevedendo di creare in questo modo più di 2 milioni di posti di lavoro.




permalink | inviato da frenk808 il 15/12/2008 alle 23:5 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
No al dilagante razzismo in Italia - di P. Alex Zanotelli
post pubblicato in Diario, il 10 giugno 2008


 Un paese che ha bisogno di stranieri ma che non li vuole integrare. Che dimentica il suo passato da migrante. Che si dice cattolico ma che non vuole seguire l'esempio di Cristo. L'appello di padre Alex Zanotelli.

È agghiacciante quello che sta avvenendo sotto i nostri occhi in questo nostro paese.
I campi Rom di Ponticelli (Na) in fiamme, il nuovo pacchetto di sicurezza del ministro Maroni, il montante razzismo e la pervasiva xenofobia, la caccia al diverso, la fobia della sicurezza, la nascita delle ronde notturne... offrono un'agghiacciante fotografia dell'Italia 2008.

«Mi vergogno di essere italiano e cristiano», fu la mia reazione, da poco rientrato in Italia da Korogocho, all'approvazione della legge Bossi-Fini (2002). Questi sei anni hanno visto un notevole peggioramento del razzismo e della xenofobia nella società italiana, cavalcati dalla Lega (la vera vincitrice delle elezioni 2008 e incarnati oggi nel governo Berlusconi. Posso dire questo perché sono stato altrettanto duro con il governo Prodi e con i sindaci di sinistra, da Cofferati a Dominici...) Oggi doppiamente mi vergogno di essere italiano e cristiano.
Mi vergogno di appartenere a una società sempre più razzista verso l'altro, il diverso, la gente di colore e soprattutto il musulmano, che è diventato oggi il nemico per eccellenza.

Mi vergogno di appartenere a un paese il cui governo ha varato un pacchetto-sicurezza dove clandestino è uguale a criminale. Ritengo che non sia un crimine migrare, ma che invece criminale è un sistema economico-finanziario mondiale (l'11% della popolazione mondiale consuma l'88% delle risorse) che forza la gente a fuggire dalla propria terra per sopravvivere.
L'Onu prevede che entro il 2050 avremo per i cambiamenti climatici un miliardo di "rifugiati climatici". I ricchi inquinano, i poveri pagano. Dove andranno? Stiamo criminalizzando i poveri?

Mi vergogno di appartenere a un paese che ha assoluto bisogno degli immigrati per funzionare, ma che poi li rifiuta, li emargina, li umilia con un linguaggio leghista da far inorridire.
Mi vergogno di appartenere a un paese che dà la caccia ai Rom, come fossero la feccia della società. Questa è la strada che ci porta dritti all'Olocausto (ricordiamoci che molti dei cremati nei lager nazisti erano Rom!). Abbiamo fatto dei Rom il nuovo capro espiatorio.

Mi vergogno di appartenere a un popolo che non si ricorda che è stato fino a ieri un popolo di migranti ("Quando gli albanesi eravamo noi"): si tratta di oltre sessanta milioni di italiani che vivono oggi all'estero. I nostri migranti sono stati trattati male un po' ovunque e hanno dovuto lottare per i loro diritti. Perché ora trattiamo allo stesso modo gli immigrati in mezzo a noi? Cos'è che ci ha fatto perdere la memoria in tempi così brevi? Il benessere?
Come possiamo criminalizzare il clandestino in mezzo a noi? Come possiamo accettare che migliaia di persone muoiano nel tentativo di attraversare il Mediterraneo per arrivare nel nostro "Paradiso"? È la nuova tratta degli schiavi che lascia una lunga scia di cadaveri dal cuore dell'Africa all'Europa.

Mi vergogno di appartenere a un paese che si dice cristiano, ma che di cristiano ha ben poco. I cristiani sono i seguaci di Gesù di Nazareth, povero, crocifisso "fuori dalle mura", che si è identificato con gli affamati, i carcerati, gli stranieri. «Quello che avrete fatto a uno di questi miei fratelli più piccoli lo avrete fatto a me».
Come possiamo dirci cristiani, mentre dalla nostra bocca escono parole di odio e disprezzo verso gli immigrati e i Rom? Come possiamo gloriarci di fare le adozioni a distanza, mentre ci rifiutiamo di fare le "adozioni da vicino"?
Come è possibile avere comunità cristiane che non si ribellano contro queste tendenze razziste e xenofobe? E quand'è che i pastori prenderanno posizione forte contro tutto questo, proprio perché tendenze necrofile?
Come missionario, da una vita impegnato a fianco degli impoveriti della terra, oggi che opero su Napoli, sento che devo schierarmi dalla parte degli emarginati, degli immigrati, dei Rom contro ogni tendenza razzista della società e del nostro governo.

Rimanere in silenzio oggi vuol dire essere responsabili dei disastri di domani.
Vorrei ricordare le parole del pastore Martin Niemoeller della Chiesa confessante sotto Hitler:
«Quando le SS sono venute ad arrestare i sindacalisti, non ho protestato perché non ero un sindacalista. Quando sono venute ad arrestare i Rom, non ho protestato perché non ero un Rom. Quando sono venute ad arrestare gli Ebrei non ho protestato perché non ero un Ebreo. Quando, alla fine, sono venute ad arrestare me, non c'era più nessuno a protestare».

Non possiamo stare zitti: dobbiamo parlare, gridare, urlare. È in ballo il futuro del nostro paese. Soprattutto è in ballo il futuro dell'umanità. Anzi, della vita stessa.
Diamoci da fare perché vinca la vita!
 
 
Questa è la mia reazione davanti agli ultimi avvenimenti nel nostro paese.
Se la condividi, aggiungi la tua firma, inviando una e-mail a online@nigrizia.it.
Guarda l'elenco delle adesioni arrivate via e-mail.



permalink | inviato da frenk808 il 10/6/2008 alle 11:15 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
25 aprile... La Liberazione (da www.kaddo.ilcannocchiale.it)
post pubblicato in Diario, il 25 aprile 2008


Ciao Ragazzi,

oggi è la Festa di tutti noi italiani, la festa che ci ricorda che la libertà va conquistata col sangue....

che ci ricorda che le nostre menti devono essere libere...

che, nonostante molti la abiurano, è la data fondante della nostra identità nazionale...

che ci parla degli eroi, i Partigiani...

agli eroi di oggi, silenziosi, che muoiono ogni giorno lavorando, dedico questa canzone dall'ultimo album di CapaRezza...

auguri a tutti e... un augurio di Vita Piena!!!


Eroe da “Le dimensioni del mio caos”


[STR 1]

Piacere / Luigi delle Bicocche
Sotto il sole faccio il Muratore e mi spacco le nocche
da giovane il mio mito era l’attore Dennis Hopper
che in Easy Rider girava il mondo a bordo di un Chopper
invece io passo la notte in un Bar Karaoke
se vuoi mi trovi lì / tentato dal videopoker
ma il conto langue e quella macchina vuole il mio Sangue
un soggetto perfetto per Brahm Stoker
TU
che ne sai della vita degli Operai
io stringo sulle spese / Goodbye Macellai
non ho salvadanai da Sceicco del Dubhai
mi verrebbe da devolvere l’otto per mille a Snai
io sono il pane per gli usurai ma li respingo
non faccio l’Al Pacino / non mi faccio di Pachinko
non gratto / non vinco / non trinco / nelle sale Bingo
man mano mi convinco

[RIT]

che io sono un Eroe
perchè lotto tutte le ore
sono un Eroe
perchè combatto per la pensione
sono un Eroe
perhcè proteggo i miei cari / dalle mani dei Sicari / dei cravattari
sono un Eroe
perchè sopravvivo al mestiere
sono un Eroe
straordinario tutte le sere
sono un Eroe
E te lo faccio vedere
ti mostrerò cosa so fare col mio superpotere

[STR 2]

Stipendio dimezzato / o vengo licenziato
a qualunque età io sono già fuori mercato
fossi un ex SS novantatreenne / lavorerei nello studio del mio avvocato
invece torno a casa distrutto la sera
bocca impastata come calcestruzzo in una betoniera
io sono al verde / vado in bianco / ed il mio conto è in Rosso
quindi posso rimanere fedele alla mia bandiera ?
SU
vai / a vedere nella galera / quanti precari / sono passati ai mal’affari
quando t’affami / ti fai / nemici vari
se non ti chiami Savoia scorda i Domiciliari
finisci nelle mani di strozzini / ti cibi
di ciò che trovi se ti ostini a frugare i cestini
ne l’Uomo ragno ne Rocky ne Rambo ne affini
farebbero ciò che faccio per i miei Bambini

[RIT]

[STR 3]

Per far denaro ci sono più modi / potrei darmi alle frodi
e fottermi i soldi dei morti come un banchiere a Lodi
c’è chi ha mollato il Conservatorio per Montecitorio
lì i pianisti sono più pagati di Adrien Brody
io vado avanti e mi si offusca la mente
sto per impazzire come dentro un Call Center
vivo nella camera 237 / ma non farò la mia famiglia a fette
perchè sono un Eroe


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. 25 Aprile CapaRezza morti "bianche"

permalink | inviato da kaddo il 25/4/2008 alle 7:48 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Indeciso?
post pubblicato in Diario, il 4 aprile 2008





permalink | inviato da frenk808 il 4/4/2008 alle 17:30 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Università in bilico: Birzeit University
post pubblicato in Diario, il 1 aprile 2008


Salve ragazzi, 
pubblico una mail ricevuta da alcuni amici che si impegnano per far conoscere la situazione dell'università di Birzeit, in Palestina, che vive un momento particolarmente tumultuoso, viste le politiche restrittive di Israele... Vi prego di diffondere il più possibile questo messaggio perché è importante che sia conosciuto da più gente possibile!!!

Per maggiori informazioni:

"Studenti Sotto Occupazione - Prendete Posizione"

Mostra Fotografica Itinerante in Italia,
promossa dalla Campagna per il Diritto all'Istruzione dell'Università Birzeit di Ramallah, Palestina.

web: www.birzeit-it.tk
mail: birzeit.it@gmail.com



Un Augurio di Vita Piena

La situazione universitaria in Palestina



 Cari amici,

ecco la traduzione di un lungo e molto interessante articolo apparso sul sito ufficiale dell'università Birzeit che presenta un quadro dettagliato della situazione degli studenti nei Territori Occupati Palestinesi. (ringraziamo erika per il suo aiuto!)


////Foglio informativo\\\\
Campagna Diritto all'Istruzione, Università Birzeit, 1 marzo 2008

DETENUTI
Università di Birzeit
totale detenuti dal novembre 2003: 339

detenuti attualmente: 95 (38 dei quali non sono stati accusati)

- 57 processati
- 19 in attesa di processo
- 14 in Detenzione Amministrativa ( l'incarcerazione più lunga corrisponde a più di 2 anni e mezzo)
- 4 sotto interrogatorio
-1 dipendente sotto interrogatorio



Nel dicembre 2007, il rappresentante del Consiglio degli Studenti dell'università di Birzeit è stato accusato di far parte di “un'organizzazione illegale” e di “ricoprire una posizione di responsabilità” all'interno della stessa. È tuttora trattenuto nella prigione di Ofer e sarà incarcerato per almeno un anno in base a quello che è un mezzo “legale” per punire i giovani palestinesi impegnati nell'attività politica.

Dal gennaio 2008, 1 dipendente e 8 studenti sono stati arrestati, compreso il sostituto di Fadi Ahmad alla guida del Consiglio degli Studenti, Abdullah Owais, che è ancora in attesa di un processo. 3 di questi studenti sono sotto Detenzione Amministrativa.

Molti studenti, senza considerare se siano o meno coinvolti nelle attività studentesche, sono arbitrariamente soggetti a interrogatorio. Gli studenti che si oppongono a questi interrogatori vengono poi molestati ai checkpoints, vengono loro negati i permessi di lavoro e sono esposti a irruzioni nelle proprie case.

Circa il 30% degli studenti che vivono a Birzeit ha dovuto subire questo tipo di interrogatori.

Università nazionale di An-Najah
3 membri di facoltà sono stati incarcerati dall'esercito israeliano a partire dal dicembre 2007

attualmente in carcere:
- 6 membri dello staff universitario
- 1 guardia di sicurezza
- 80 studenti

Università di Al-Quds
un decimo degli studenti della Al-Quds University sono stati imprigionati dalle forze di occupazione israeliane.

GAZA
dopo la chiusura del valico di Rafah nel giugno 2007, 722 studenti universitari palestinesi che studiavano all'estero sono rimasti bloccati a Gaza ( 30 studiano negli Stati Uniti, 10 in Gran Bretagna). Anche altri 2000 studenti iscritti a scuole estere sono rimasti bloccati. Sono una parte di quei 7500 cittadini di Gaza che hanno bisogno di permessi per continuare a lavorare, per accedere all'istruzione e per usufruire di cure mediche fuori da Gaza.

Per un aggiornamento riguardo all'accesso all'istruzione internazionale per gli abitanti di Gaza vedi il report del Centro Palestinese per i Diritti Umani su www.pchrgaza.org.(ing)

Per informazioni su come Israele mina l'istruzione superiore a Gaza vedi il reprot di Gisha dell'ottobre 2007 su www.gisha.org.(ing)

Nel gennaio 2008 c'erano ancora 625 studenti costretti a rimanere a Gaza e impossibilitati a proseguire i loro studi.

Agli studenti di Gaza è inoltre proibito frequentare le università palestinesi della Cisgiordania. Nel 2006 una decisione della Corte Suprema di Israele ha proibito a 10 palestinesi di accedere all'università di Betlemme per studiare terapia occupazionale. Il motivo addotto dallo Stato fu quello che, una volta dato loro il permesso di andare, gli studenti sarebbero diventati dei “corrieri di informazioni”, degli informatori.

Nel giugno 2006 un cacciabombardiere F-16 ha bombardato l'Università Islamica di Gaza.

Circa il 78% della popolazione vive sotto la soglia di povertà, così in molte famiglie povere si manda a scuola a turno uno dei bambini in modo da poter condividere la stessa divisa scolastica.

La Queen's University di Belfast ha redatto un rapporto che dimostra che il 98% dei bambini di Gaza soffre di traumi psicologici, seri e debilitanti effetti psichici e psicologici.

Il rappresentante dell'UNRWA (Agenzia di Aiuto e Lavoro delle Nazioni Unite) a Gaza, John Ging, ha dichiarato che “Tra le altre cose, l'impatto di anni di violenze ed embarghi, di distruzione delle scuole e povertà endemica emerge chiaramente dagli scarsi risultati agli esami ottenuti da bambini di Gaza in età scolare”. (The Independent, 6 ottobre 2007).

A settembre 2007, l'UNRWA ha rivelato che il 30% degli studenti non aveva libri di testo in quanto l'esercito israeliano impediva il loro ingresso a Gaza. L'UNRWA paga per 200'000 studenti di Gaza, la metà degli studenti della Striscia.

Il bando è stato esteso anche a tutti quei materiali come carta, inchiostro, occorrente per la rilegatura, aggravando così la scarsità di libri dato che i testi scolastici pubblici dell'Autorità Palestinese vengono stampati a Gaza dopo che il curriculum egiziano è stato sostituito con uno proprio. Il ministro dell'Istruzione palestinese ha affermato che da settembre 2007, il 27% dei libri di testo del governo non è stato stampato.
Le scuole nazionali si occupano della metà del totale di bambini/studenti della Striscia di Gaza.

ISOLAMENTO ECONOMICO
Il costo totale sostenuto dalle università in seguito delle invasioni israeliane è di 7'888'133 dollari. Vedi il rapporto del Ministero per l'Istruzione superiore su www.mohe.gov.ps (“The Effect of the Israeli Occupation on the Palestinian Education).

L'università di Birzeit riceve solitamente 1,5 milioni di dollari l'anno dall'Autorità Nazionale Palestinese (PA), una parte del normale budget dato a tutte le università in base alle loro dimensioni. Da quando è iniziato il blocco economico, la PA è riuscita a trasferire solo una parte esigua di questo stanziamento lasciando l'università senza 1,2 milioni di dollari. Di conseguenza i salari dei membri dello staff dell'università sono stati dimezzati per 2 mesi, 3000 studenti non sono riusciti a pagare le tasse e hanno scioperato, e il budget annuale è stato intaccato pesantemente.

ISOLAMENTO FISICO
Il risultato della cantonizzazione della Cisgiordania è stato quello di far perdere alla Birzeit University il suo carattere nazionale in quanto gli studenti devono affrontare difficoltà crescenti nell'accesso all'università. Per esempio, il checkpoint di Qalandya causa agli studenti un ritardo giornaliero di 1-2 ore.

Le difficoltà di spostamento comportano la mancata libertà degli studenti di scegliere il proprio percorso di studi, per esempio:
- la Arab American University di Jenin non offre lauree in ingegneria
- le università Al-Quds e An-Najah sono le uniche università di medicina nei territori occupati
- all'università di Betlemme il 70% degli studenti è costituito da ragazze. Questo denota come le difficoltà di spostamento verso altre università portino le famiglie a scegliere di mandare a vivere via di casa per studiare i figli maschi piuttosto che le figlie.

L'80% della popolazione riferisce difficoltà nello svolgere la routine quotidiana, compreso raggiungere scuole e università. (PCBS, maggio 2004).

Il muro taglia la strada al 36% degli studenti della Al-Quds University e impedisce a 15'740 studenti di raggiungere le loro scuole.
Inoltre ne risulta una mancanza di insegnanti per le aree palestinesi di Gerusalemme poiché molti di loro provenivano dalla Cisgiordania.

ISOLAMENTO SOCIALE
Lo stato d'Israele controlla i confini e il registro della popolazione dei territori palestinesi occupati (oPts).

Nel 2000 erano 350 gli studenti all'università di Birzeit; molti sono stati espulsi, altri sono rimasti “illegalmente” in Cisgiordania rischiando di essere espulsi da un giorno all'altro. Nel 2005 erano solo 35. Oggi non ne rimane nessuno.

Dall'inizio del 2006 a molte migliaia di palestinesi con passaporti esteri, e agli stranieri, è stato impedito di entare per visitare, lavorare o studiare nei territori occupati. Questa politica ha portato un clima di profonda incertezza per le università palestinesi.

Il benessere finanziario e accademico dell'università di Birzeit è stato particolarmente colpito. Mancava infatti il 50% dei membri dello staff con passaporto estero: 52 nel maggio 2006, 27 nel settembre dello stesso anno.

Nell'anno accademico 2006-2007, 14 membri di facoltà rischiavano di non poter rimanere fino alla fine dell'anno. C'erano anche 383 studenti (ancora in attesa che le loro carte d'identità vengano emesse da Israele) che temevano di essere espulsi o incarcerati ogni volta che passavano un checkpoint.

I dipartimenti rischiano costantemente di perdere il loro staff, e, quando questo accade, il resto dello staff viene sovraccaricato di lavoro o i corsi vengono cancellati.

A 13 studenti iscritti al programma di studi palestinesi e arabi della Birzeit, non è stato permesso di entrare o rientrare per iniziare o continuare i loro studi. Questo ha messo a rischio il programma di lingua e cultura araba che è completamente autosufficiente e dipende solo dall'accesso all'università di studenti stranieri.

All'An-Najah University di Nablus a un insegnante francese è stato negato il permesso di rientrare nel 2006, e il dipartimento di Inglese non ha trovato abbastanza lettori di madrelingua per rispondere alla richiesta. Quindi gli studenti dell'An-Najah hanno perso delle borse di studio per studiare all'estero a causa di carenze nella conoscenza della lingua.
Nel 2007, 7 studenti stranieri che dovevano frequentare il campo estivo dell'università, sono stati bloccati al confine e un insegnante con passaporto statunitense ha ottenuto di entrare nel paese, ma non a Nablus.

Allo stesso modo, 8 insegnanti palestinese con carta d'identità israeliana non possono più entrare a Nablus, e uno di loro rischia ogni giorno l'arresto perchè è deciso a continuare il suo lavoro. L'università ha altri 30 studenti con carta d'identità israeliana nelle stesse condizioni.

Nel giugno 2007 il dipartimento di Inglese della Arab American University di Jenin è stato chiuso per le difficoltà di avere insegnanti e lettori di madrelingua. Queste difficoltà sono dovute alle procedure attuali riguardo l'immigrazione in Israele che hanno trasformato l'esercizio di una professione in Cisgiordania in un gioco d'azzardo.

tradotto da http://right2edu.birzeit.edu/news/article495

Buona Pasqua
post pubblicato in Diario, il 23 marzo 2008


 

Per chi è Cristiano, come me, oggi è un giorno importante, non serve spiegare per l’ennesima volta il suo significato.

Quello che invece serve spiegare è che per chiunque, credente o no, il messaggio contenuto nella festività della Pasqua è grande e rivoluzionario. Il messaggio di oggi ci vuole dire che una speranza c’è sempre, anche quando sembra andare tutto storto, anche quando vorremmo mandare tutto e tutti a quel paese, quando non sembrano esserci più vie d’uscita.

Non mi stancherò mai, spero, di ripetere che noi abbiamo un dovere, quello di impegnarci per migliorare il mondo in cui viviamo, ognuno secondo le proprie capacità e possibilità.

Ecco l’augurio che oggi faccio a tutti: coltivare sempre la speranza, perché un cambiamento, il vero cambiamento, è possibile, se lo vogliamo davvero...

Buona Pasqua, dunque.




permalink | inviato da frenk808 il 23/3/2008 alle 17:42 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Sfoglia gennaio       
calendario
adv