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un gruppo di amici... di tutto di più... e di tutto un po' :-D
A scanso di equivoci
post pubblicato in Politica, il 30 gennaio 2009


In questi giorni il dibattito politico si concentra sempre più sulla riforma della legge elettorale per l'elezione del Parlamento Europeo, e sembra sia stato trovato l'accordo tra centrodestra e centrosinistra sulla soglia di sbarramento al 4%.
Si può essere d'accordo o meno, quel che deve essere chiaro però è che non si può giustificare questa decisione con la semplificazione del quadro politico. Il motivo è semplicissimo.
Nel sistema italiano ogni partito - che si presenti coalizzato o da solo - che supera la soglia va a costituire un gruppo parlamentare a sé stante. Per esempio, pur essendo alleati di governo, il Popolo della Libertà, la Lega Nord e il Movimento per le Autonomie costituiscono tre gruppi parlamentari distinti. In questo contesto, quindi, una soglia di sbarramento può effettivamente avere lo scopo di semplificazione.
Ma nel Parlamento Europeo ci sono già dei gruppi precostituiti, nei quali i partiti di ogni Paese devono scegliere di confluire: Partito Socialista Europeo, Partito Popolare Europeo, Destra Europea, Sinistra Europea (di questi due ultimi non sono sicuro della correttezza del nome, poco importa), poi dovrebbe esserci anche una sorta di gruppo misto. Quindi, che dall'italia arrivino al Parlamento Europeo 2, 5, 10 o 100 partiti non cambia nulla, tanto dovranno scegliere di confluire in uno di quelli citati poco fa. Oltretutto - come ho potuto constatare personalmete nella mia visita a Strasburgo - molto spesso conta di più la nazionalità di provenienza che il gruppo di appartenenza, poiché gli interessi nazionali possono essere trasversali. Accade sovente, per esempio, che i Francesi (che siano del PSE, del PPE o altro) votino tutti nello stesso modo.
Denunciamo quindi ancora una volta anzitutto l'impreparazione della nostra classe politica (se effettivamente credono nello sbarramento come semplificatore) o l'uso strumentale dello sbarramento come metodo legale per toglersi dai piedi questa o quella forza politica; ma denunciamo anche i nostri mezzi d'informazione che prendono come sante le parole dei nostri politici, mentre dovrebbero essere i primi a correggerli o, quantomeno, a far loro notare le contraddizioni in cui incappano. Per fare questo ci vorrebbero dei giornalisti sicuramente più indipendenti ma anche più preparati.



permalink | inviato da frenk808 il 30/1/2009 alle 14:17 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
Indovinello
post pubblicato in Politica, il 21 gennaio 2009


 

 "[...] tenta di accentrare in sé non solo ogni decisione politica e, almeno nelle intenzioni, economica, ma anche il potere di determinare, con la coercizione e con la propaganda, i valori della società. Egli vuole ottenere non solo obbedienza (non è un qualsiasi capo autoritario), ma suscitare fede nella propria persona, abbandono mistico al proprio carisma. Nessuno può limitarsi a obbedire, mantendo una propria sfera di autonomia morale: occorre esserne entusiasti. Il leader carismatico si presenta come il redentore [...]. Tra l'individuo e il leader corre un rapporto di potere diretto ed emotivamente coinvolgente, come nell'esperienza religiosa. Esso deve escludere qualunque altra fonte autonoma di valori, che possa motivare una resistenza alla volontà del leader. Quello che si richiede [...] è un ribaltamento di tutti i valori sui quali si era andata costruendo la società moderna: gerarchia al posto della democrazia, razzismo contro eguaglianza, capo contro legge, mito contro ragione, organicismo contro pluralismo".

La domanda è: di chi stiamo parlando?

Beh, queste sono le parole che Giuseppe Gilberti, nel suo libro "Diritti Umani. Un percorso storico", definisce il capo totalitario, portando l'esempio della Germania di Hitler. Ma, caro lettore, devi sapere che se la risposta che hai dato non è quella corretta, e avevi pensato a qualcosa di più "attuale", beh, non sei stato l'unico. A scanso di equivoci: il libro è del 1990, quindi non c'è nessun intento di essere volutamente ambiguo. Forse è il caso di rifletterci un po'.
Il tutto, mentre gli Stati Uniti d'America hanno salutato ieri il loro 44esimo presidente, giovane e nero. E noi siamo qui a cercare le risposte a questi indovinelli.

In bocca al lupo Obama, e buon lavoro. Non deludere le tante aspettative he hai creato attorno alla tua figura.
Yes, you can.




permalink | inviato da frenk808 il 21/1/2009 alle 9:0 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Poesia per Gaza
post pubblicato in Poesia, il 14 gennaio 2009


  PIETRO INGRAO
                                                    PER GAZA

Guarda:
  
vedi come ostinate
tornano dal cielo le bombe fiorenti, e furenti
calano sulle strade,
spezzano corpi,
ardono case, testarde inseguono
gli stupiti fanciulli,
gridano
cantano l'inno alla morte
senza stancarsi mai...
   chi siete,
perchè illumninate le notti,
insanguinate le vie:
   perchè siete in ansia
perchè vi serve la strage degli innocenti
e forse disperate sull'esistere
tornate a cantare la gloria
dell'uccidere di massa,
affidate la pace alla morte...Voi
così senza speranza
se soltanto
l'assassionio di massa può assicurarvi la vita
e solo le maledizioni e le lacrime
possono difendervi.
E non vedete, non sperate
altra salvezza
per l'uomo e per il figlio dell'uomo
che la morte corale.
Voi che venite da un cammino di lagrime
e ora senza lume di tregua
seminate nuovo pianto innocente.
Da lontano
Vi scrutiamo impotenti:
e null'altro sappiamo
che invocare da voi l'elemosina della pace.
Noi che veniamo da lotte di secoli
condotte per tutte le terre infinite di questo globo rotondo
in cui dato a noi
fu di vivere,
e sembriamo ora
solo capaci
di educarci all'indifferenza.
O scrutare allibiti.

Dalla parte delle vittime
post pubblicato in Politica, il 8 gennaio 2009


 


* Ma siamo anche con quei civili Israeliani che sono morti solo per colpa di essere cittadini di quel Paese. Dobbiamo ammettere però che la sproporzione di forze è davvero immensa, non possiamo non essere soprattutto con i Palestinesi.
E' - per gli Israeliani - un po' come se ci fosse un temporale: sai che un fulmine ti può colpire, ma sai anche che è piuttosto improbabile; per i Palesinesi, invece, è come se ci fosse una tempesta: hai la certezza che te la prendi.

BASTA VIOLENZA! 



permalink | inviato da frenk808 il 8/1/2009 alle 10:32 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
Massacro legittimo
post pubblicato in Politica, il 6 gennaio 2009


Solo poche notti fa tutto il mondo era impegnato a festeggiare l'arrivo del nuovo
anno con cenoni, feste, balli, canti, fuochi d'artificio e altro ancora, totalmente
dimentico del fatto che anche in una piccola striscia di terra che si affaccia sul
Mare Nostrum c'era confusione, e c'erano persino i boati e i lampi, soltanto che non
facevano parte dei festeggiamenti per salutare il 2009, ma erano provocati dal lancio
di bombe da parte degli F16 israeliani.
Mentre tutto l'"Occidente" era inmerso in euforici festeggiamenti, proprio in quel
momento, continuava ad essere perpretato il massacro di persone completamente
innocenti, la cui unica colpa è stata quella di essere nati su una terra che vive
ormai da più di 60 anni in uno stato di guerra.
In questi giorni ci troviamo di fronte all'ennesimo attacco israeliano ad una
popolazione prigioniera, sottoposta continuamente a privazioni, a violenze, ad
umiliazioni, ad assassinii. Ci troviamo di fronte ad un vero e proprio genocidio,
perchè è quello l'obiettivo dei governanti israeliani. La pace a queste persone non
interessa affatto, perchè questa vorrebbe dire spartire il territorio conquistato
(versando il sangue della gente che lo abitava prima).
L'attacco missilistico è stato devastante e riporto qui un pezzo tratto da "Il
Manifesto" che chiarisce ampiamente quanto siano intellegenti i missili israeliani

-"E capita anche che otto civili palestinesi, tra cui tre adolescenti, abbiano perso
la vita perché un camion di attrezzi prelevati da un'officina è stato «scambiato» dai
piloti israeliani per un trasporto di missili. I centri per i diritti umani, B'tselem
(israeliano) e Mazan, hanno smentito la versione ufficiale. Un video delle forze
armate israeliane mostra una quindicina di persone che trasferiscono lunghi oggetti
neri su un camion. Le didascalie riferiscono che si tratta di missili. B'tselem e
Mazan affermano che il camion apparteneva al proprietario di un laboratorio
meccanico, Ahmed Samur.
L'uomo si era recato nella sua officina con amici e parenti dopo aver appreso che
questa era stata semidistrutta dal crollo di un edificio adiacente con l'idea di
recuperare dei costosi attrezzi da saldatore. Un aereo israeliano ha centrato il
camion sul quale il gruppetto stava caricando il materiale recuperato facendo uno
strage. «Non erano di Hamas, erano i nostri figli», ha raccontato disperato Sanur."-

Con l'attacco di terra, che ha avuto inizio la sera del 4 gennaio, inoltre la
situazione si fa di ora in ora sempre più drammatica, con un continuo crescendo di
vittime riportate nei bollettini di guerra. Come sottolineato dalle organizzazioni
umanitarie la percentuale di civili uccisi o feriti cresce, e cresce soprattutto la
percentuale di bambini.
Tutto questo si consuma nell'indifferenza più generale di un mondo forse ancora
sbronzo dei festeggiamenti appena terminati. Le uniche iniziative diplomatiche per
giungere ad una tregua sono partite in sordina da un'Europa come al solito divisa su
tutto e da alcuni Stati nord-africani che hanno posto la questione anche in sede NU
ottenendo come risposta il veto americano (probabilmente a Bush non bastavano i
disastri compiuti in 8 anni di presidenza, gli mancava la ciliegina finale!).
L'opinione pubblica inoltre è narcotizzata dai media asserviti al potere e forse non
ha ben capito che non sono i civili israeliani sotto attacco, ma i palestinesi.
Per questo è ora di scendere per le strade e gridare il nostro basta! e scendere
nelle piazze accanto ai nostri amici palestinesi, ed accanto ai nostri amici
israeliani che rifiutano questo stato di guerra perenne e che vogliono vivere in
pace.
E' ora di dire all'informazione di raccontare la verità e non le mistificazioni con
le quali cerca di mascherare questo vigliacco attacco dei militaristi israeliani.
E' ora di dire ai nostri governi di finirla con l'ipocrisia.
E' ora di dire all'ONU che o si riforma oppure può anche andare a farsi fottere visto
che non serve a nulla (e questa crisi lo dimostra per l'ennesima volta).
E' ora di dire che serve uno Stato palestinese!
Sentiamo ripetere ognivolta che guardiamo i tg che Israele si sta solo difendendo, ma
questa è la più grande delle menzogne. E' vero che la scintilla che ha scatenato la
crisi è stato il lancio di razzi cassam, a violazione della tregua in atto, ma è
anche vero che non poteva esserci altra risposta da parte di un popolo che vive sotto
embargo, che non ha lavoro, che non possiede la libertà di circolazione ed è
prigioniero, che vive con la continua paura di subire incursioni ed attacchi, che non
vede riconosciuta l'autorità che ha democraticamente votato.
Israele con questa offensiva non solo prosegue la sua politica di annientamento del
popolo palestinese, ma prosegue nel tenere ostaggio la propria popolazione del
terrore. I leader politici israeliani (che provengono in buona parte da ambienti
militari) sono stati in grado di gettare talmente nella disperazione la popolazione
palestinese sapendo benissimo che il lancio di razzi sarebbe prima o poi
ricominciato. Ciò ha fatto sì che la popolazione israeliana appoggiasse in larga
parte l'attacco, con poche voci dissonanti. E tutto questo a solo un mese da
importanti elezioni politiche, facendo sorgere molti dubbi sui veri fini dell'azione,
tra i quali potrebbe esserci la volontà di mantenere il popolo israeliano
perennemente rincorso dalla paura di un attacco.
Ma questa esibizione di violenza e crudeltà gratuita avrà come risposta se non
domani, sicuramente dopodomani altra violenza, che sia sotto forma di razzi o di
attacchi suicidi, e ne pagheranno il prezzo i civili israeliani. La spirale di
violenza non verrà interrotta ma alimentata. Hamas non verrà indebolito, ma
rafforzato, soprattutto nella sua componente più estrema.
Quindi è proprio ora di dire basta a questo inferno che tiene sospeso nel tempo
questi due popoli ormai da 6 decadi. Come augurio per il nuovo anno auguro a questi 2
popoli (e a tutto il mondo), che possano trovare un po' di pace in quel fazzoletto di
terra oggi così insanguinato.
Militari nelle discariche? Umiliazione
post pubblicato in Politica, il 3 gennaio 2009


 Più volte, in questo blog, ci siamo occupati dell'emergenza sicurezza (o presunta tale) e dell'uso dei militari a tal fine. Riportiamo ora un'intervista a Dino Tricarico, ex capo di Stato Maggiore dell'Aeronautica, di Marco Nese, tratta da www.corriere.it, un punto di vista qualificato e per questo ancora più interessante da scoprire. 

(http://www.corriere.it/cronache/09_gennaio_03/tricarico_militari_guardia_discariche_umiliazione_59578658-d97b-11dd-8735-00144f02aabc.shtml)


ROMA - «Questa storia dei militari a guardia delle discariche mi è sembrata fin dal primo momento un’iniziativa sbagliata. E ora devo proprio dirlo: stiamo umiliando i soldati e distruggendo la loro professionalità».
Questo è lo sfogo del generale Dino Tricarico, che fu consigliere militare di Palazzo Chigi con D’Alema e con Berlusconi, prima di assumere l’incarico di capo di stato maggiore dell’Aeronautica. Ora è a riposo ma continua a seguire le vicende degli uomini in divisa.

L’idea fu lanciata dal ministro dell’Interno Roberto Maroni.
«Difatti Maroni è responsabile di questo uso improprio dei militari. Ma anche il ministro della Difesa Ignazio La Russa ha le sue colpe. Ha accettato di mandare i soldati a piantonare le discariche e a svolgere compiti di sicurezza nelle strade».

La gente, però, sembra apprezzare la presenza dei militari.
«E questo è un rischio. L’opinione pubblica si sta abituando a un impiego tutt’altro che ortodosso e le istituzioni si sentono legittimate a utilizzare lo strumento militare in modo sempre più abnorme. Siamo il Paese delle emergenze, e domani i soldati potrebbero essere chiamati a vigilare attorno alle carceri, a tenere sotto controllo gli stuoli di clandestini, a proteggere obiettivi di ogni tipo. Ma non sono questi i motivi per i quali ci siamo dotati di forze armate professionali».

Tuttavia l’Italia schiera più di 8 mila soldati nelle missioni estere.
«Perché svolgano bene i loro compiti hanno bisogno di addestramento continuo, non possono perdere tempo con operazioni che a loro non competono. Chi oggi è responsabile a livello politico dell’approntamento e dell’efficienza delle forze armate dovrebbe trarre insegnamento dagli episodi drammatici mediorientali di questi giorni, e riflettere sulle capacità e sulle prospettive del nostro esercito, soprattutto in un momento in cui le difficoltà economiche di cui non si vede la fine, costringeranno a delle scelte e a delle privazioni. Perdere oggi una capacità militare è facile, per riacquisirla è un’impresa che richiede anni e sacrifici enormi».

[...]




permalink | inviato da frenk808 il 3/1/2009 alle 19:28 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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